Zeolitite Chabasite attivata

Il concetto di sostenibilità

La definizione più diffusa è quella fornita nel 1987 dalla Commissione Indipendente sull'Ambiente e lo Sviluppo (World Commission on Environment and Development), presieduta da Gro Harlem Brundtland, secondo la quale:
“L’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”
Il concetto di sostenibilità Agricoltura sostenibile: tutte le strategie di prevenzione accettabili dal punto di vista ecologico, economico e sociale applicare le condizioni ambientali e colturali ottimali: temperatura, luce, substrato, nutrizione, distanze di coltivazione definire protocolli aziendali di prevenzione controllare il materiale vegetale in ingresso riconoscere precocemente sintomi o fisiopatie.

1 Pochi principi attivi registrati sulle piante ornamentali


- Non è quindi più possibile alternare i principi attivi
- Aumentano i rischi dell’insorgere di fenomeni di resistenza (capacità di una popolazione di sopravvivere al trattamento con un prodotto chimico che è stato letale per le generazioni precedenti)
2 Molti principi attivi chimici hanno perso la loro efficacia 3 I nuovi principi attivi chimici non sono ancora ben sperimentati sulle colture ornamentali (nuove cultivar):


-aumento del rischio di fitotossicità (azione dannosa del fitofarmaco sulla pianta, solventi, coadiuvanti rappresentano dal 30 al 98% del prodotto commerciale)


4 Tutela e sicurezza della salute dell’operatore


5 Riduzione dell’inquinamento ambientale

Applicando tecniche di tipo ecosostenibile non si verificano più fenomeni di fitotossicità e resistenza

Zeoliti in particolare chabasite

zeolitite chabasite

 

Aumento della ritenzione idrica del terreno,aumento della concentrazione degli elementi nutritivi nella zona adiacente agli apparati radicali,aumento della capacità di scambio e dell’areazione del suolo Incremento delle radici laterali e dei peli radicali. Zeolititi in particolare la chabasite Favorisce la colonizzazione da parte di microrganismi benefici Importantissimo la purezza del prodotto che viene utilizzato.


ZEOLITITE CHABASITE PER AGRICOLTURA

Struttura microcristallina con microcavità che contengono acqua e cationi che possono essere scambiati con altri metalli pesanti, micotossine ioni ammonio che possono essere trattenuti ed eliminati.Ottima capacità di scambio cationico che permette un processo rallentato dei nutrienti che limita al minimo le perdite naturali per dilavamento (ad es. fosfati tricalcici).Assorbimento dell’umidità e limitazione delle malattie, con i microcristalli che formano una barriera contro l’oidio, monilia, botrytis, e devitalizzano le uova d’insetti e acari che rimangono sotto la superficie del minerale o quelle che rimangono sopra. Presenza di silicio fortifica e crea un aumento di spessore delle foglie migliorando l’attività del processo fotosintetico. Chabasite in grado di assorbire, chelare, e rimuovere dalla vegetazione sostanze dannose e tossiche fungendo da serbetoio per le sostanze nutritive. Chabasite miscelata con agrofarmaci ne garantisce una riduzione d’impiego e allunga I periodi di permanenza sulle foglie dei prodotti. Riduzione dell’utilizzo dei chelati di ferro quando miscelati con la chabasite.Riduzione degli stress nelle piante trattate con chabasite anche in miscela con concimi granulari e minori attacchi nei primi anni di coltivazione da parte di fitoplasmi e pseudomonas. Minore sviluppo in lunghezza delle radici trattate con chabasite, ma maggiore presenza di peli radicali e quindi di volume (maggiori risorse nutritive per la pianta nello sviluppo,fioritura, maturazione della frutta).

Applicazioni della chabasite in viticoltura (vivaio)

Applicazioni della chabasite nella radicazione delle barbatelle

La coltivazione della vite

I film protettivi: chabasite micronizzata

Ultimi anni presa di coscienza dei rischi associati ai prodotti chimici per la difesa delle piante ha portato alla ricerca di tecniche alternative Nuova metodologia detta “Particle film tecnology”: barriera protettiva sulla vegetazione per mezzo di polveri varie. Film protettivo deve avere requisiti fondamentali:


- essere chimicamente inerte (particelle inferiori ai 10 μm)


-Deve creare uno strato uniforme che altera e ostacola il comportamento dell’insetto però non deve ostacolare gli scambi gassosi del vegetale


-Deve permettere le trasmissione delle radiazioni necessarie per la fotosintesi ed escludere, in qualche misura gli ultravioletti e gli infrarossi


- Deve essere facilmente rimovibile in pre-raccolta

Meccanismi d’azione della chabasite micronizzata

I tessuti vegetali ricoperti da questo film risultano irriconoscibili al tatto, alla vista e all’olfatto degli insetti. Principale meccanismo d’azione della chabasite è la repellenza degli adulti con riduzione dell’attività trofica e dell’ovideposizione movimento degli insetti, l’attività trofica e altre attività fisiche, quali l’ancoraggio al vegetale, possono venire gravemente compromesse per l’adesione delle particelle di zeolitite al corpo degli insetti stessi. Effetto significativo sulla riduzione dell’incidenza di attacchi di batteri e funghi come ad esempio Erwinia amylovora e Venturia inaequalis Meccanismi d’azione della chabasite micronizzata. Prolungamento dell’effetto dei trattamenti fitosanitari come rame e zolfo sulle foglie e frutti (circa 10 gg in più) Effetto sull’assorbimento dell’umidità che provoca la germinazione delle spore dei funghi e intervento sull’assorbimento degli odori che possono attirare gli insetti.

Meccanismi d’azione delle polveri

Funzioni del film protettivo:


- Artropodi respinti o contenuti, da un film di particolato idrofobico che non permette il riconoscimento al tatto e alla vista del vegetale


- Movimenti e nutrizione vengono notevolmente ostacolati


- Attacchi dei microrganismi fitopatogeni possono essere prevenuti rivestendo la pianta con un film di particolato che ostacola l’inoculo sulla superficie fogliare


-Previene le malattie microbiche e fungine impedendo all’acqua di formare uno strato liquido a diretto contatto con la superficie fogliare (assenza di umidità)

Peronospora

Plasmopara viticola
Oomicete importato accidentalmente dall’America in Francia nel 1878 Causa la peronospora, ciclo fortemente condizionato dal clima

(regola dei 3 dieci):
Temperatura minima giornaliera maggiore di 10°C
Germogli lunghi almeno 10cm con aperture stomatiche ben differenziate Pioggia di almeno 10 mm Zoospore provviste di flagelli si muovono nell’acqua e raggiungono le aperture stomatiche e lo penetrano, quando si hanno condizioni di umidità relativa maggiore del 92% e temperatura attorno ai 13 °C si forma la muffa bianca.
Necrotizzazione delle foglie Ingiallimento dei grappolini con caratteristica forma S e disseccamento Disseccamento parziale o totale dei grappoli con forma ad uncino.

Test effettuati su peronospora (vite)

Muffa grigia

Parassita che oltre la vite attacca anche altre specie vegetali:
Gli organi di propagazione vengono disseminati per vento e acqua, invadono i tessuti vegetali penetrando attraverso lesioni e germinano. Tessuto vegetale invaso viene disgregato da enzimi prodotti dal fungo Temperatura ottimale 15°C e di almeno di 15 ore di bagnatura “regola dei due 15” Piogge prolungate ed elevata umidità relativa sono le condizioni ottimali allo sviluppo del patogeno. Sintomo della malattia è il marciume, che si manifesta in maniera diversa nei vari organi: fiori, germogli, fiori, grappoli.Prevenzione: orientamento filari, sesto d’impianto, tenere inerbito il vigneto, buona aerazione della vegetazione, evitare eccessive concimazioni azotate, impedire l’ingresso del patogeno nei tessuti evitando ferite o lesioni ( chabasite importante).

Effetti della zeolitite sulla protezione da muffa grigia

Effetti dei film protettivi sulle piante

Studi effettuati su colture frutticole hanno dimostrato che la fotosintesi e il raccolto non sono ridotti a causa dello strato di film protettivi.Incremento della riflessione della radiazione solare con riduzione significativa delle temperature delle chiome e delle lesioni solari che possono comportare perdite di produzione. Prime applicazioni dei film protettivi per la difesa dei fitofagi sono state effettuate negli Stati Uniti nel 1999-2000 (xylella su vite)Attualmente in America si tratta il 70% delle piante con film protettivi rispetto al 17% del 2000 Primi successi sono stati ottenuti nella lotta alla psilla del Pero (Cacopsylla piricola),che porta necrosi fogliare, defogliazioni e riduzioni della produzione. L’insetto sviluppa resistenza agli insetticidi.

Effetti della zeolitite sulla protezione della vite

Effetto significativo sull’acqua della foglia, sulla succulenza e densità dei tessuti fogliari.Abbassamento della temperatura della foglia sia in caso di vigneti irrigati sia di quelli non irrigati. Foglie trattate con zeolite hanno mostrato elevati tassi diurni di assimilazione di anidride carbonica in caso di siccità Allevia gli effetti negativi dello stress da siccità Aumento del contenuto (25%) di resveratrolo e zuccheri nelle viti trattate con zeolitite.Maggior controllo dell’attacco da parte di insetti e funghi.


Effetti della zeolitite sulla protezione da oidio

Malattia trofica delle piante causata da funghi Ascomycota della famiglia delle Erysiphaceae nella fase asessuata del ciclo, in passato identificata con il genere di funghi imperfetti Oidium. Il rapporto trofico che lega gli agenti dell'oidio alle piante ospiti è un parassitismo obbligato.La relazione anatomo-fisiologica che lega il patogeno all'ospite è costituita da austorii che attraversano l‘epidermide penetrando nelle cellule del tessuto sottostante. La conseguenza macroscopica del comportamento generale delle Erysiphaceae è la formazione di un feltro, di colore biancastro e di aspetto polverulento, sulla superficie degli organi colpiti, dovuta all'intreccio di ife e all'emissione di un numero elevato di spore. Gli organi colpiti più frequentemente sono quelli assimilanti o con intensa attività vegetativa, quali le foglie, i germogli erbacei, i frutti in accrescimento. Nel corso dell'attacco, le aree colpite subiscono dapprima una decolorazione, visibile rimuovendo il feltro micelico, poi la necrosi dei tessuti.

Test effettuati su oidio

Fillossera

Alterazioni radicali, si formano galle nodose sulle radichette e tuberosità sulle radici più Vecchie. Riduzione dell’apparato radicale progressivo deperimento della pianta che riduce le produzioni Afide di origine americana, introdotto in Europa attorno al 1850 Ciclo su vite Americana, svernamento come uovo sui tralci Femmine partenogeniche che pungono le foglie determinando lo sviluppo di galle Nelle generazioni successive nascono alcune femmine dotate di lungo rostro che Lasciano le foglie migrando sull’apparato radicale, dove inizia una serie di generazioni radicicole. Deperimento delle piante fino a morte. Su vite americana genera delle galle fogliari.

Tignola e Tignoletta

Larve perforano gli acini e nelle regioni fredde generano le crisalidi svernanti, mentre nelle zone più calde originano una terza generazione carpofaga 1° generazione non dannosa aprono la strada a Botrytis e Aspergyllus carbonarius che produce ocratossina A, Velenosa per l’uomo Intervenire a soglia del 5% di grappoli infestati Antagonisti: Beauveria bassiana, Spicaria farinosa.

Tripidi

Mal dell’esca

Mosca (ceratitis capitata)

Oziorrinco

Cicaline

Ragnetto rosso

Applicazioni della chabasite in viticoltura

Incremento dello sviluppo degli apparati radicali con maggiore assorbimento di
Acqua e nutrienti, maggiore resistenza agli stress biotici e abiotici.

Possibile applicazione di strategie ecosostenibili rispettose della salute dell’uomo e dell’ambiente Riduzione degli attacchi di Botrytis cinerea, peronospora, oidio etc.
Utilizzo della chabasite micronizzata per migliorare l’efficacia dei metodi convenzionali per la difesa delle piante.
Controllo anche di altri insetti (coleotteri e lepidotteri) e di batteri Effetto della chabasite nella stimolazione della parte vegetativa e radicale delle piante, maggiore resistenza agli stress idrici Importanza della purezza dei materiali che vengono utilizzati per evitare problemi di fitotossicità.

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