L'agricoltura biologica è un metodo di produzione (vegetale, animale e per prodotti trasformati) definito e disciplinato a livello comunitario che permette di favorire la salvaguardia delle risorse naturali, promuovendo l'equilibrio ecologico e la conservazione della biodiversità.

In agricoltura biologica è vietato l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e  pesticidi in genere) e alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate. In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali (sostanze organiche compostate, sovesci, letame).

Il metodo dell'agricoltura biologica si applica, in maniera regolamentata, in tutte le fasi della filiera agroalimentare: dall'azienda agricola che produce il grano, al molino che lo trasforma in farina, sino al fornaio che produce e mette in vendita il pane, garantendo al consumatore finale il controllo in tutte le fasi del processo.

I benefici che assicura si ripercuotono fra tutti gli attori della filiera, dall'agricoltore che ha operato abbattendo i rischi per l'ambiente e per la sua salute, al trasformatore che ha conferito al prodotto un valore aggiunto, sino al consumatore che ha acquistato un prodotto sano e rispettoso dell'ambiente.

Nel nostro paese il mercato del biologico è in notevole espansione: siamo al  primo posto nel mondo per aziende produttrici e di trasformazione (63.156 unità) e al primo posto in Europa - terzo nel mondo - per superfici coltivate (il 7,88% della Superficie Agricola Utile).

Cosa è l’agricoltura biologica?

“il biologico è un metodo di produzione agricolo che non ammette l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi in alcuna fase del processo produttivo”.

Cosa deve fare un’azienda per iniziare l’attività in Agricoltura Biologica?

"L’azienda che intende entrare nel sistema di produzione biologico, deve scegliere un OdC, tra quelli autorizzati dal MIPAF, e comunicare la propria intenzione ad intraprendere il percorso di certificazione. Questa comunicazione viene fatta mediante un modulo denominato “Notifica di Attività”. All’interno del modulo vengono elencati tutti i dati e le informazioni sull’azienda e sulle colture necessari a consentire una prima visita di controllo del tecnico incaricato dall’OdC. In base a questo il tecnico effettua una prima visita, durante la quale redige un Verbale di ispezione, che deve essere sottoscritto dal titolare aziendale e dal tecnico stesso. Il Verbale viene consegnato alla Commissione di Certificazione, che decide sull’ammissione al sistema di controllo, sugli eventuali adempimenti a carico dell’azienda e sulla durata del periodo di conversione"

Quali sono le differenze tra l’Agricoltura Biologica altri metodi di produzione sostenibili in agricoltura?

"Negli ultimi anni si sente parlare ovunque di rispetto dell’ambiente, agricoltura sostenibile, ecocompatibile, ecologica, naturale; di lotta guidata, biologica ed integrata; di agricoltura biologica, organica e biodinamica. La lotta integrata è “un sistema di controllo che utilizza tutti i fattori e le tecniche disponibili per mantenere le popolazioni degli organismi parassiti al di sotto di una densità che può diventare economicamente dannosa, dando la priorità all’intervento dei fattori naturali di limitazione come i parassitoidi ed i predatori (lotta biologica) ed al concetto di soglia di intervento (lotta guidata). L’agricoltura integrata è “il metodo di produzione agricolo in cui tutte le tecnologie produttive sono rivolte alla diminuzione dell’impatto ambientale, al conseguimento di un prodotto economicamente valido e controllato, ad una consistente riduzione dell’energia consumata”¹. A margine di queste definizioni, bisogna precisare che l’agricoltura integrata, la lotta guidata, la lotta integrata e la lotta biologica, sono tutti metodi o tecniche di produzione che ammettono, in varie forme e secondo quantità e modalità diverse, l’uso di fertilizzanti ed antiparassitari chimici. In questo senso i metodi e le tecniche citati nulla hanno a che fare con il metodo di produzione biologico e biodinamico, che non ammettono in alcun modo l’uso di prodotti chimici."

Chi è che controlla le Aziende Biologiche?

"Il controllo del metodo di produzione biologico in Italia è affidato ad Organismi privati, autorizzati dal MIPAF a seguito del processo di accreditamento completato dal SINCERT. Gli Organismi attualmente autorizzati al controllo (OdC) sono 15, più 4 autorizzati ad operare nella sola provincia di Bolzano. Sono Organismi composti da tecnici specificamente preparati per le operazioni di controllo in AB, che devono possedere un’istruzione scolastica propedeutica e devono altresì superare un apposito corso per essere ammessi all’esercizio dell’attività di controllo. Le procedure attraverso le quali l’OdC gestisce il processo di controllo e certificazione devono essere definite ed approvate preventivamente dall’Ente accreditante (SINCERT) ed inoltre comunicate all’azienda, prima dell’inizio del percorso di controllo e di certificazione."

Ma se non posso usare prodotti chimici, come faccio a nutrire le piante o combattere i parassiti?

"Dal punto di vista tecnico è essenziale sapere che le problematiche di natura nutrizionale (la fertilizzazione e la competizione con le erbe infestanti) ed antiparassitaria (patogeni vegetali e parassiti animali) devono essere affrontate prioritariamente mediante azioni di prevenzione, intervenendo per incrementare la presenza degli antagonisti naturali e dei microrganismi utili del terreno, al fine di ripristinare e mantenere un elevato livello di biodiversità. Questa precisazione tecnica è necessaria per sottolineare il fatto che l’applicazione del metodo di produzione biologico non significa soltanto sostituire un fertilizzante chimico con uno di origine organica, oppure un antiparassitario di sintesi con un’altro ad analoga azione, ma di natura vegetale. In verità, come l’agricoltore convenzionale investe in mezzi tecnici ed attrezzature di supporto (fertilizzanti di ogni tipo e natura, antiparassitari, diserbanti, fitoregolatori, macchine ed attrezzature per la distribuzione), l’agricoltore biologico deve impiegare i propri mezzi finanziari per :
- la moltiplicazione, diffusione e mantenimento degli organismi utili all’agricoltura, particolarmente quelli viventi nel terreno (n questo caso si usa dire che l’agricoltura biologica deve provvedere ad “allevare” i microrganismi del suolo, secondo una cura ed attenzione simile a quella dedicata al bestiame nelle aziende zootecniche);
- ricercare ed utilizzare varietà vegetali o razze animali originarie del luogo, o comunque il più possibile resistenti alle avversità ed adattate al clima locale;
- adottare sistemi agronomici volti a prevenire o diminuire la diffusione dei parassiti e mantenere un elevato livello di fertilità (soprattutto fisica e biologica) nel suolo;
- adottare efficaci sistemi di monitoraggio continuo e di controllo naturale delle popolazioni di parassiti, finalizzato e funzionale ad un tipo di lotta preventiva."

Quanto costa fare il Biologico?

"La cifra esatta relativa al costo della certificazione biologica può essere individuata solo grazie ad un calcolo abbastanza complesso, che tiene conto di molti fattori e non si limita all’importo della certificazione. Un costo non indifferente riguarda anche il tempo richiesto per la compilazione dei registri e l’impegno costante relativo alla ricerca dei mezzi tecnici o all’attività di prevenzione e monitoraggio dei parassiti. Tuttavia, generalmente il costo del biologico viene identificato con la quota che l’OdC richiede per la certificazione. Non esistono importi fissi, ma molto dipende dall’OdC e da come è strutturata l’azienda (ampiezza, colture, attività di trasformazione). Il costo può variare da poche centinaia di euro, per le aziende di minore estensione, senza attività di trasformazione e con colture semplici da controllare, fino a diverse migliaia di euro quando i suddetti parametri diventano sempre più consistenti e complessi e complicano sensibilmente l’attività del tecnico."

 A chi mi devo rivolgere per acquistare i mezzi tecnici ammessi in AB?

"Per quanto riguarda i mezzi per la fertilizzazione e la lotta, le macchine ed altri mezzi legati a specifiche colture od operazioni colturali, esistono rivendite specializzate che si stanno attrezzando per proporre una gamma completa di prodotti. La diffusione sul territorio inizia ad essere abbastanza capillare, grazie allo sviluppo del settore ed al progresso in termini di ricerca e di produzione di mezzi tecnici specifici per l’AB. Qualche problema esiste ancora per i materiali di propagazione: semi, tuberi, bulbi e piantine. In questo caso molto spesso non esistono aziende vivaistiche o ditte sementiere presenti in modo diffuso sul territorio ed al produttore biologico non resta altro che denunciare il fatto all’OdC.
Nel caso di manifesta irreperibilità di materiale di propagazione con certificazione biologica, è possibile ottenere una deroga all’uso di sementi o piantine convenzionali; tuttavia questo rimane un problema ed un vincolo non indifferente per lo sviluppo del settore."

In quanto produttore, come posso difendermi dagli OGM e come posso sapere se gli OGM entrano nel mio ciclo di produzione?

"Effettivamente il problema della penetrazione degli OGM all’interno della filiera del biologico esiste e non è da sottovalutare, come dimostrano i dati e le ricerche in passato effettuate da OdC, Istituti di ricerca, Enti ed Organismi pubblici incaricati della prevenzione e della repressione di fenomeni di frode e sofisticazione. Malgrado un controllo costante e capillare, basta qualche produttore disonesto per inquinare un numero anche elevato di prodotti, specialmente quando i prodotti agricoli derivanti dalle materie prime GM entrano in filiere agroalimentari abbastanza complesse, con fasi diverse di lavorazione, trasformazione e confezionamento. La regola generale per difendersi dagli OGM è quella di stare sempre all’erta. Il produttore agricolo deve stare attento ai materiali di propagazione (sementi soprattutto), che devono essere acquistati presso ditte serie ed a loro volta certificate. Assolutamente sconsigliato (oltre che illegale) affidarsi a partite di dubbia provenienza, anche e soprattutto se offerte ad un prezzo molto conveniente. I trasformatori o preparatori hanno meno possibilità di difesa: per essere sicuri devono chiedere sempre un’analisi sulle materie prime agricole che acquistano (cosa non sempre possibile o gradita da parte del fornitore)."

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